Riflettere sulla storia del Paese, ricordare gli eventi che lo hanno segnato, riconoscere l’impegno delle forze armate. È con l’inimitabile equilibrio e la consueta saggezza che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano celebra il 2 giugno, Festa nazionale della Repubblica. “Oggi ricorre il sessantacinquesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana. Stamane, sul sacello del Milite Ignoto, ho rivolto il mio commosso pensiero a tutti i militari caduti per la difesa della Patria, al servizio e per la salvaguardia delle sue libere istituzioni”: questo il messaggio che il presidente ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate.
“Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia – aggiunge il capo dello Stato – il 2 giugno ci offre un’opportunità del tutto speciale per soffermarci a riflettere sulla storia del nostro Paese e sui grandi eventi che l’hanno segnata: dalle guerre risorgimentali ai due conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dittatura e del bellicismo fascista; e poi, finalmente, la Liberazione, la Repubblica e la Costituzione e, con esse, una nuova alba e la rinascita della Patria, illuminata dalla riconquistata libertà e dalla ricostruzione della democrazia. Da allora – si legge nel messaggio di Napolitano – l’Italia è cresciuta, quale stato moderno e industrializzato, protagonista del concerto delle nazioni, in una nuova Europa e nell’ambito delle organizzazioni internazionali di cui essa è stata sempre convinta ed attiva sostenitrice”. (9colonne)