La psicosi da batterio killer sta spingendo un cittadino europeo su tre a cambiare la propria dieta. Con conseguenti e inevitabili danni per i produttori di frutta e verdura. La Coldiretti alza la voce contro le notizie, spesso allarmistiche, sull’epidemia legata all’Escherichia Coli. “Il rincorrersi di falsi allarmi ha alimentato una psicosi che si sta riflettendo sui consumi dei cittadini europei ma ha anche offerto alibi a misure protezionistiche come il blocco delle importazioni dalla Russia con danni gravi danni economici”, denuncia l’associazione. Secondo Eurobarometro, l’incertezza sta avendo “effetti devastanti” sui mercati poiché oltre un cittadino europeo su tre (35%) evita di acquistare i prodotti di cui ha sentito parlare nell’ambito di un’emergenza relativa alla sicurezza alimentare. Dopo le rassicurazioni del ministro della Salute Ferruccio Fazio sulla “assoluta assenza di rischi nel consumo di frutta e verdura italiana che garantisce qualità e sicurezza”, il pericolo che corre l’Italia – sostiene la Coldiretti – “è il danno economico per i produttori agricoli che ha già raggiunto i 25 milioni di euro per i coltivatori nazionali”. “L’Italia – spiega l’associazione – è il principale produttore di frutta e verdura dell’Unione Europea con un valore complessivo delle esportazioni che ha raggiunto nel 2010 l’importo di 4,1 miliardi di euro messi ora a rischio dai ritardi accumulati nell’affrontare l’emergenza”. Per questo Coldiretti ha accolto con soddisfazione la notizia della convocazione per martedì prossimo, da parte della Commissione Europea, di una riunione straordinaria del Comitato di gestione allo scopo di discutere le misure per affrontare la crisi nel settore ortofrutticolo. (5 giu – Red)