Dopo la netta contrazione di marzo, l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala ad aprile (ed è la prima volta da dodici mesi a questa parte) un aumento dell’1,1% in termini tendenziali, anche se i dati grezzi degli ultimi due mesi, in parte influenzati dalla diversa collocazione delle festività pasquali e dal venir meno dell’effetto statistico sugli acquisti di autovetture, vanno interpretati con una certa prudenza. In termini congiunturali, e al lordo della vendita di automobili, l’ICC mostra un incremento dello 0,4%, variazione che, in termini di media mobile a tre mesi, ha determinato un modesto recupero. L’indice, al netto delle autovetture, si è portato sul valore più elevato degli ultimi due anni. Infatti, se da un lato i timidi segnali di miglioramento sul versante dei consumi, che attendono conferma nei prossimi mesi, sembrano avvalorati dal recupero registrato a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dall’altro, le prospettive sul versante delle imprese, visto il deterioramento del sentimento degli operatori di tutti i settori produttivi, risultano meno favorevoli lasciando ipotizzare un’ulteriore perdita di slancio della ripresa nel secondo e terzo trimestre dell’anno.
Tendenza che sembra confermata anche dai risultati dell’indagine rapida di Confindustria che segnala a maggio, in termini congiunturali, un incremento dello 0,1% della produzione industriale e dello 0,4% degli ordinativi. La dinamica tendenziale dell’ICC di aprile riflette un ulteriore aumento della domanda relativa ai servizi (+2,5%) ed un miglioramento, il primo da aprile 2010, della spesa per i beni (+0,6%). I prezzi dei beni e dei servizi che compongono l’indicatore hanno evidenziato ad aprile una modesta accelerazione del tasso di crescita tendenziale (+1,3% a fronte del +1,2% di marzo). (Red – 7 giu)