Un giovane di 22 anni si è recato all’estero per assistere a una partita di calcio. Dopo la partita si è fermato in un bar con i suoi amici, dove è stato coinvolto in una rissa ed è stato arrestato. La polizia lo ha interrogato per diverse ore senza la presenza di un avvocato. Oggi la Commissione europea ha proposto che a tutti gli indagati – in qualunque paese dell’Unione europea – sia garantito il diritto di essere assistiti da un avvocato sin dal momento in cui vengono arrestati dalla polizia fino alla conclusione del processo. Inoltre, gli indagati potranno parlare con un familiare o con il datore di lavoro e informarli dell’arresto. Se si trovano all’estero avranno il diritto di contattare il proprio consolato.
“Il diritto a un equo processo è essenziale affinché i cittadini abbiano fiducia nel sistema giudiziario”, ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia. “In caso di arresto, occorre garantire ai cittadini il diritto di essere assistiti da un avvocato in qualsiasi paese dell’Unione europea. Nel caso in cui si trovino agli arresti in un paese straniero, devono poter essere assistiti dal loro consolato o dalla loro ambasciata. Il provvedimento adottato oggi rafforzerà la fiducia reciproca tra i nostri sistemi giudiziari, garantendo che gli indagati beneficino dello stesso trattamento grazie a norme minime identiche in tutta l’Unione europea”. (Com)