“Gli italiani sono tra i più avidi consumatori di social network ma il caso Italia evidenzia come sia ancora la televisione il veicolo di gran lunga prevalente per l’informazione: quasi il 90 per cento nel 2010; poi vengono i quotidiani con il 61 per cento; internet è per ora soltanto al 20 per cento”. E’ quanto ha affermato il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò nel suo intervento in occasione della presentazione alla Camera dei Deputati della Relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Il sistema televisivo italiano cresce del 4,5% in termini di risorse e si consolida in una tripartizione delle stesse tra Rai, Mediaset e Sky – ha spiegato Calabrò – : Mediaset rappresenta il 30,9% delle risorse complessive, Sky il 29,3%, Rai il 28,5% (dati 2010)”. Nella raccolta pubblicitaria, spiega ancora Calabrò “Mediaset, con il 38% degli ascolti, attira il 56% delle risorse pubblicitarie; Sky meno del 5%. La Rai, con circa il 41% degli ascolti, controlla il 24% della pubblicità (opera uno stringente limite di legge)”. Secondo Calabrò è dunque “intollerabile il livello di evasione del canone”. “Con il canone non riscosso la Rai sarebbe il primo operatore” ha sottolineato Calabrò che aggiunge: “Certo la Rai dovrebbe avere maggiore considerazione per la qualità del suo servizio. Purtroppo arrestare il declino della tv pubblica è una priorità non percepita come tale”.(9colonne)