Tre aliquote Irpef e cinque imposte. È questa la formula proposta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti che intervenendo all’assemblea annuale di Confartigianato parla di conti pubblici, fisco e di come affrontare la crisi dal momento che “tutti i fattori” che l’hanno causata “sono ancora in atto e ancora in essere e questo aumenta i rischi di incertezza e instabilità”, ha spiegato Tremonti. “Le aliquote più basse possibili – ha sottolineato – sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale”. “Non è possibile un sistema fiscale in cui la definizione dei soggetti, degli atti, degli interessi è diversa da imposta a imposta: questo crea solo il caos”. Bisogna invece “trovare dei principi unificanti: un codice. È possibile unificare il catalogo dei tributi, accorpandone molti. Molti tributi minori non possono essere eliminati ma dal lato degli adempimenti possono essere concentrati in una logica unica e quindi è possibile ridurre il nostro sistema fiscale a cinque imposte. Se uno mi chiede che numero di aliquote sono giuste – ha proseguito il ministro – credo sia giusto un sistema che ha tre aliquote. Naturalmente i livelli, gli scaglioni e i calcoli vanno fatti secondo quanto riusciamo a tagliare da una parte per finanziare la riforma fiscale”. Per Tremonti “dobbiamo uscire dal sistema in cui lo Stato non si fida del contribuente e tiene le aliquote alte, e il contribuente dice ‘visto che le aliquote sono alte continuo ad evadere'”, costruendo invece “una base la più larga possibile con le aliquote più basse possibili”. E questo si può fare tagliando su agevolazioni inutili, riducendo l’evasione fiscale e lavorando su una riforma fiscale di tipo assistenziale. Secondo quanto è emerso dai quattro gruppi di lavoro sulla riforma fiscale che hanno prodotto un documento, che il ministro manderà ai colleghi di governo e al presidente del Consiglio, “ci sono 471 voci in più di esenzioni, esclusioni, regimi di favore per un totale di 150 miliardi”. “Non puoi tagliare tutto – ha sottolineato Tremonti – ma è evidente che devi rivedere in quel magazzino tutto quello che è stato abusato”. E ha aggiunto: “È giusto dare assegni e benefici a chi ne ha bisogno. Ma non è giusto dare assegni a quelli che non hanno ragione di riceverli”. “Per dare assistenza a chi deve essere assistito – ha ribadito – bisogna togliere gli assegni a quelli che hanno i gipponi”. (14 giu – Cle)