Varsavia – Nel numero di agosto della rivista scientifica “Autophagy” verrà pubblicato uno studio di ricercatori dell’Università di Pavia il quale dimostra che la proteina prionica svolge un ruolo nella regolazione della sopravvivenza e della morte di cellule tumorali cerebrali di tipo gliale, aprendo così le porte all’ipotesi che la suddetta proteina cellulare possa in futuro essere utilizzata come possibile bersaglio per lo sviluppo di composti ad azione antitumorale.
La proteina prionica è espressa in tutti i vertebrati in quasi tutti i tessuti, specialmente nel cervello. Sebbene sia noto che un’isoforma anomala della proteina sia il fattore eziologico di un gruppo di malattie neurodegenerative trasmissibili fatali – tra cui la malattia della mucca pazza – il ruolo svolto dalla normale forma cellulare della proteina non è stato ancora definito. Studi recenti hanno tuttavia mostrato che la proteina prionica è in grado di proteggere alcuni tipi di cellule tumorali – gastriche e della mammella – da trattamenti chemioterapici finalizzati ad indurne la morte. I tumori gliali o gliomi, i principali tumori del sistema nervoso centrale, sono particolarmente resistenti alla morte cellulare, hanno alta capacità invasiva, e sono costituiti da cellule con un elevato tasso di proliferazione.
Queste caratteristiche li rendono difficili da trattare con le attuali terapie, basate principalmente sui trattamenti chirurgici, radio- e chemioterapici. Numerosi laboratori di ricerca sono quindi attivi in campo oncologico per lo sviluppo di nuovi protocolli sperimentali terapeutici. Il progetto ha visto la partecipazione in prima linea di strutture pavesi (Dipartimenti di Genetica e Microbiologia, di Biologia Animale e del CNR), dell’ateneo di Siena e di un importante centro di eccellenza Nencki Institute di Varsavia, presso l’Accademia Nazionale Polacca. La ricerca è stata finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). (9colonne)