“La rete non può essere usata come un manganello squadristico”. Il giorno dopo la sua “fuga” dai precari della pubblica amministrazione che chiedevano di rispondere alle loro domande al termine di un convegno, il ministro Renato Brunetta si difende. Lo fa con un videomessaggio su youtube, in cui annuncia una campagna di controinformazione che rivelerà “chi sono questi 4-5 signori un po’ attempati che sono venuti a insultarmi, se sono rappresentanti dei precari o se sono rappresentanti dei loro fallimenti, ci sarà da riflettere”. E lo fa con un comunicato in cui ricostruisce i fatti avvenuti ieri a Roma all’ex Mattatoio di Testaccio: “Ho preferito lasciare la sala quando ho capito che la signora intendeva sollevare il problema dei precari nella pubblica amministrazione: un argomento non solo estraneo al tema del convegno ma che avrebbe richiesto ben altro tempo e ben altra attenzione. A quel punto da parte di alcuni suoi sodali sono iniziati a volare insulti (‘Buffone!’, ‘Vai a lavorare!’) accompagnati dall’esposizione di un grande striscione di protesta, a riprova di quanto la loro azione fosse stata premeditata con cura a fini mediatici. Da qui il mio duro giudizio su lorsignori (non certo sui precari tout court), che ribadisco con forza: ‘Siete l’Italia peggiore'”. Questa frase ha scatenato una vera e propria bufera sul ministro, che ha attirato a sé non solo le ire dei precari ma anche quelle dei leader dell’opposizione. “L’Italia peggiore – spiega oggi Brunetta – è quella di quanti, non avendo di meglio da fare, irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti per interromperne i lavori, insultare i presenti e riprendere la loro bravata con una telecamerina portatile per poi passare subito il video ai giornali amici che notoriamente pullulano di precari”.
Ma le critiche al ministro (accompagnate anche dalla richiesta di dimissioni) sono andate avanti per tutta la giornata. Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani ha dichiarato: “Nelle espressioni estreme di Brunetta e non solo sue è evidente la profonda incomprensione di quanto sta avvenendo nella società e c’è da preoccuparsi perché dal governo non è arrivata alcuna autocritica sulla sua incapacità di agire davanti alla più grave crisi economica dal dopoguerra”. Il leader di Sel Nichi Vendola parla invece di “comportamento inaccettabile di fronte a una tragedia sociale” come quella dei precari. “Non si può – afferma il governatore della Puglia – liquidare con volgarità un problema che interroga la coscienza civile e democratica del nostro Paese”. La Rete intanto si scatena con migliaia di contestazioni al profilo Facebook del ministro e il tam tam che ha già portato il comitato “Il nostro tempo è adesso” a organizzare un sit-in davanti al ministero: appuntamento domani alle 18.
(Fca – 15 giu)