Ricompattarsi. E’ questo l’imperativo che regna nel governo in questi giorni cruciali, anello di congiunzione tra il ko ai referendum e la verifica parlamentare che attende Silvio Berlusconi il 21 e 22 giugno, prima al Senato e poi alla Camera. Una boccata d’aria l’ha data ieri Tremonti con la sua proposta di riforma del fisco, una mossa perfetta per spostare l’attenzione generale dalla debacle ai programmi. Una sterzata che ha rimesso in moto la macchina dei commenti e delle proposte. Ma che potrebbe non bastare a spazzar via i brutti pensieri della Lega Nord, nonostante l’accorato appello di Franco Frattini, sicuro del fatto che “il governo durerà perché c’è bisogno di tempo per rilanciare le riforme che Berlusconi annuncerà nei prossimi giorni”. A partire da quella fiscale, “una riforma concreta e necessaria da presentare con urgenza. Le riforme certamente sono indispensabili e il presidente del Consiglio – ha detto Frattini – ne parlerà il 21 e 22 giugno nel suo intervento in Parlamento”.
Ma è certo che anche il Consiglio dei ministri convocato per domani a Palazzo Chigi, nonostante un odg incentrato prevalentemente sui rifiuti della Campania, diventerà informalmente una tavola rotonda dai toni nettamente politici e utile a definire il piano d’intervento per risanare la maggioranza. (Ram – 15 giu)