“Le radici italiane sono oggi intrecciate al tessuto socio-economico dell’Australia e la collettività italiana è ben rappresentata in tutti i campi di attività e si è fatta onore con storie di successo in politica, nelle arti, nelle imprese industriali e nelle professioni liberali”. Così, in un passaggio del discorso tenuto oggi di fronte alla collettività imprenditoriale, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha sintetizzato i successi dell’emigrazione italiana in Australia. Il senatore, quando in Italia era da poco passata la mezzanotte, ha inaugurato il fitto calendario di appuntamenti che lo vedranno impegnato tra Sydney, Melbourne e Perth fino a giovedì prossimo. La visita è incentrata sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma sono molti altri gli spunti di interesse legati alla visita dell’esponente della Farnesina: dall’integrazione della comunità italiana fino ai rapporti economici tra i due Paesi. “L’amicizia tra Italia e Australia è forte – ha detto Mantica, parlando alla Camera di Commercio italiana di Sydney – Condividiamo gli stessi valori, siamo impegnati per la soluzione delle stesse sfide e collaboriamo nei maggiori fori internazionali. Le relazioni bilaterali traggono forza dalla inestimabile risorsa della comunità di origine italiana. L’italiano è la seconda lingua più parlata e studiata in Australia dopo l’inglese”. Se l’integrazione è perfetta dal punto di vista culturale, non lo è meno da quello economico e finanziario. “L’Italia detiene il terzo posto tra i partner economici europei dell’Australia – ha ricordato il sottosegretario – con investimenti italiani complessivamente pari a circa 1,9 miliardi di dollari, 150 società italiane ben radicate e molto dinamiche sulla scena delle gare d’appalto per le nuove infrastrutture, con contratti per un valore di 5 miliardi nell’ultimo biennio”. “I rapporti economico-commerciali fra Italia e Australia godono di ottima salute – ha aggiunto – come dimostrato dal positivo andamento dell’intercambio bilaterale, dalla crescente presenza delle imprese italiane sul mercato australiano e dalla frequenza delle missioni della nostra industria”. (red)