Bruxelles – “Non credo che per votare si arriverà al 2013”. E’ un Pier Luigi Bersani perentorio e deciso quello che da Bruxelles, dove è in missione con una delegazione del Pd, traccia il profilo dell’Italia che verrà e auspica una crisi vicinissima per l’esecutivo di Silvio Berlusconi. “C’è uno sgretolamento interno”, ha spiegato il segretario democratico sottolineando come il governo stia affrontando un “tramonto lento ed estenuato che provoca guai”. Nessuna previsione su chi prenderà dimora a Palazzo Chigi in futuro. “Vinca chi vinca ma deve mettere il Paese in una fase nuova – ha detto Bersani -. Tutti dovrebbero avere la responsabilità e la generosità di permettere l’apertura di una nuova fase”. Più sicuro, invece, sul ruolo del Partito democratico in questo momento così delicato per gli equilibri dell’Italia e dell’Europa: “Il Pd è il primo partito italiano checché ne dica Berlusconi e tra i socialisti europei ha un ruolo, una forza e una dimensione”, ha detto Bersani a margine degli incontri ufficiali di Bruxelles. La ricetta per un riscatto europeo? “L’unica carta della sinistra – ha detto Bersani – è l’integrazione europea. Basta con le divisioni dobbiamo avere piattaforme comuni che mettano al primo posto l’impegno per l’integrazione”. (9colonne)