L’Istat rende noto che alla fine di maggio i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 65,3% degli occupati dipendenti e al 60,0% del monte retributivo osservato. A maggio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie presenta una variazione nulla rispetto al mese precedente e dell’1,8% rispetto a maggio 2010. Nella media del periodo gennaio-maggio 2011 l’indice è cresciuto, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, del 2,0%. I settori che a maggio presentano gli incrementi maggiori rispetto a un anno prima sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (4,1%), militari-difesa (4,0%), forze dell’ordine (3,7%) e attività dei vigili del fuoco (3,4%). Gli aumenti più contenuti riguardano ministeri, scuola, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale (+0,3% in tutti e quattro i casi). A maggio, tra i contratti monitorati dall’indagine, è stato rinnovato quello delle pulizie dei locali. Alla fine di maggio i dipendenti in attesa di rinnovo sono il 34,7%. In media, l’attesa di rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è di 17,1 mesi. A maggio, dato l’impatto molto limitato degli adeguamenti contrattuali (incrementi tabellari), l’indice orario delle retribuzioni contrattuali relativo all’intera economia è rimasto invariato rispetto al mese precedente. Nel mese di maggio, a fronte di un aumento tendenziale medio dell’1,8% i settori che presentano gli incrementi più elevati sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (4,1%), militari-difesa (4,0%), forze dell’ordine (3,7%) e attività dei vigili del fuoco (3,4%). Le variazioni più contenute si osservano, invece, per gli accordi riguardanti: ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e scuola (+0,3% per tutti e quattro i comparti). (red – 27 giu)