Da Messi a Pato, da Neymar a Sanchez, da Lavezzi a Ganso: si stanno per accendere i riflettori sui protagonisti della Coppa America, la cui edizione numero 43 prenderà il via dopodomani a La Plata, in Argentina, con l’ouverture tra i padroni di casa e la Bolivia. Ad agitare la vigilia della ‘Selección’ la clamorosa retrocessione del River Plate in seconda divisione, fatto inedito nei 110 anni della gloriosa storia del club di Buenos Aires: la nazionale allenata da Sergio Batista farà di tutto per conquistare la coppa tra le mura amiche e cancellare la delusione del mondiale sudafricano quando alla guida tecnica c’era Diego Armando Maradona. Di certo venderà cara la pelle il Brasile, che nel 2007 in Venezuela conquistò la coppa sconfiggendo in finale proprio l’Argentina, che godeva dei favori del pronostico, con un rotondo 3-0. La ‘Seleção’ del commissario tecnico Mano Menezes, anch’essa reduce da un mondiale non troppo esaltante, farà il suo esordio il 3 luglio, sempre a La Plata, contro il Venezuela. Qualche sorpresa però potrebbe anche venire dall’Uruguay, quarto al mondiale sudafricano dello scorso anno e dal Cile del ‘niño maravilla’ Alexis Sanchez. Vigilia di Coppa America decisamente poco tranquilla per la nazionale messicana, con 8 giocatori sostituiti dal tecnico Luis Fernando Tena a causa dello scandalo sessuale emerso da una denuncia di furto fatta da parte degli stessi giocatori: peccato che le ladre fossero delle prostitute incontrate per un festino in un hotel alla vigilia dell’amichevole con l’Ecuador. Scandali a parte, lo spettacolo è assicurato lungo il cammino che porta alla finalissima del 24 luglio a Buenos Aires dove sarà assegnata la Coppa America, vinta rispettivamente per 14 volte da Argentina e Uruguay e per 8 volte dal Brasile. (29 giu – Red / Ooi)