Berlino – Nel 2010 la presenza commerciale italiana all’estero mostra un significativo recupero: sono infatti 205.974 gli operatori con l’estero, in aumento del 6% circa rispetto al 2009 e in linea con il valore rilevato nel 2008. Al netto dei micro-esportatori (con vendite all’estero inferiori a 75 mila euro), si rilevano 76.820 operatori: nonostante l’aumento del 3,8% registrato sul 2009, il loro numero è ancora inferiore del 4,8% rispetto a quello registrato nel 2008. Con 42 mila presenze all’estero, il settore dei macchinari ed apparecchi si caratterizza per la più elevata numerosità di operatori all’export. La maggior numerosità di operatori all’esportazione si rileva per le vendite verso l’Ue, con circa 155 mila presenze nel 2010 e una quota sul totale dell’export pari al 58,3%. I primi 4 paesi per numero di presenze sono la Germania (70 mila), la Francia (68 mila), la Spagna (48 mila) e la Svizzera (47 mila). Malgrado le sostanziali differenze tra paesi di sbocco della dimensione media degli operatori all’export, le dimensioni mediane (meno influenzate da valori estremi), confermano una presenza diffusa di micro-esportatori in tutte le aree di destinazione. L’Asia orientale è la terza area geografica per numero di presenze di operatori commerciali italiani, superando l’America settentrionale di circa 1.500 presenze. Le regioni con il maggior numero di operatori all’export sono la Lombardia (circa 58 mila), il Veneto (oltre 28 mila), l’Emilia Romagna (circa 23 mila), la Toscana (circa 21 mila) e il Piemonte (quasi 18 mila). (9colonne)