Il sì unanime del Consiglio dei ministri al decreto che rifinanzia le missioni italiane all’estero chiude, per ora, l’ennesimo fronte di scontro all’interno della maggioranza. Il compromesso raggiunto in Cdm prevede una riduzione del 15% delle spese, pari a circa 117 milioni di euro (su un totale di 810 milioni di euro spesi nel primo semestre del 2011) e il rientro di 2078 soldati (su 9250 impegnati nelle missioni) entro la fine dell’anno. “Un segnale importante per i nostri ragazzi e per il Paese” ha detto il ministro della semplificazione Roberto Calderoli che insieme al ministro della difesa La Russa ha spiegato in conferenza stampa i contenuti del decreto varato dal governo. “La Lega ha sempre chiesto la ministro della Difesa un progressivo ridimensionamento delle spese per le missioni anche alla luce della crisi finanziaria che impone sofferenze e disagi a molte categorie” ha detto Calderoli ai giornalisti rivendicando i risultati ottenuti dal Carroccio: “Dei 9250 attualmente impegnati in missioni all’estero 2078 uomini entro la fine dell’anno rientreranno a casa con uno scaglionamento di almeno 1000 uomini entro il 30 settembre 2011 e almeno 1078 uomini entro il 31 dicembre del 2011. Di questi uomini, 1000 provengono dalla missione in Libia” ha sottolineato Calderoli precisando che “rispetto alla Libia la posizione della Lega non è cambiata di un millimetro”. All’interno della relazione d’accompagnamento al decreto, fa inoltre sapere Calderoli, è espressamente previsto che “entro il 31 novembre 2011 il ministro della Difesa presenterà in Consiglio dei ministri un piano per i periodi successivi di ulteriore razionalizzazione della spesa e dei nostri contingenti ovviamente nel rispetto dei nostri impegni internazionali”. In conferenza stampa è soprattutto il ministro La Russa a spiegare ai giornalisti i contenuti del decreto: “Abbiamo raggiunto un obiettivo che sembrava impossibile o difficilissimo che è quello del mantenimento di tutti gli impegni internazionali in corso, programmando per la missione in Libia il tempo di tre mesi in cui la Nato ha autorizzato la sua guida della missione, riducendo ove possibile il numero dei militari e degli assetti e programmando entro il semestre l’avvio di ulteriori riduzioni”, ha spiegato. “Ferme restando tutte le missioni il costo complessivo scende a 694 milioni, da 810 milioni di euro, con un risparmio di quasi 120 milioni di euro”. (7 giu – Clr)