Per il segretario alla Difesa Leon Panetta, la presenza di armi iraniane in Iraq è ormai fonte di “enorme preoccupazione” per gli Stati Uniti, dove continuano a morire i soldati americani. Si tratta del terzo alto funzionario americano a sollevare questo allarme negli ultimi giorni, osserva il New York Times, ricordando che l’ambasciatore in Iraq, James F. Jeffrey, aveva detto la settimana scorsa che gli Stati Uniti avevano le “prove” dell’uso di armi iraniane da parte delle milizie sciite ostili alle truppe americane. Due giorni dopo, a Washington, era stato l’ammiraglio Mike Mullen ad evidenziare i rischi di questo nuovo scenario iracheno. I funzionari americani sostengono che l’Iran fornisce razzi ad alta potenza e componenti per esplosivi, gli stessi impiegati per uccidere lo scorso mese di giugno 15 militari americani. Sebbene sulla base dei precedenti accordi i 46 mila soldati Usa avrebbero dovuto lasciare il paese entro la fine di quest’anno, gli Stati Uniti sembrano invece determinati a lasciare alcune forze anche dopo il 2011. E sarebbe proprio questo il vero scopo della visita lampo di questi giorni di Leon Panetta, giunto a Baghdad dalla provincia di Helmand, in Afghanistan.
(11 lug – Fam)