Troppe poche donne all’interno della giunta del Comune di Roma e il Tar del Lazio la annulla. E’ arrivata oggi la sentenza del tribunale amministrativo regionale che ha accolto i ricorsi presentati dai Verdi, dalle consigliere comunali di Roma di Pd e Sel Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni e dalle consigliere di Parità della provincia di Roma e della Regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli. Al sindaco di Roma Gianni Alemanno, che lunedì presenterà la nuova giunta, viene contestato il mancato rispetto delle quote rosa e di conseguenza la violazione dello Statuto comunale. Sono due le ordinanze del sindaco annullate dal Tar del Lazio: il provvedimento di nomina della giunta, emesso a gennaio, e gli atti emessi successivamente, tra cui l’ordinanza con la quale Alemanno ha confermato la giunta, lo scorso 2 marzo, con una motivazione più articolata rispetto alla prima. Al momento la II sezione del tribunale ha emesso solo un dispositivo di sentenza. Le motivazioni saranno pubblicate entro 45 giorni. Alemanno ha annunciato che non presenterà ricorso anche se “per noi – ha detto – non è una decisione giusta”. “Il nostro – aggiunge Alemanno – non è un Comune maschilista, perché su 289 ruoli dirigenziali 101 sono donne, cioè il 35%, e su 468 ruoli organizzativi 292 sono donne, cioè il 62,39%”. Finora nell’esecutivo del Comune di Roma era presente solo una donna, Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali, ma Alemanno, subito dopo la sentenza del Tar, ha inserito con un rimpasto lampo, anche l’ex presidente dell’As Roma Rosella Sensi che, secondo quanto annunciato dal sindaco di Roma, avrà la delega alla promozione della città e allo sport.
(Cle – 15 lug)