Un governo presieduto “da una persona che sia affidabile e credibile per l’Italia e per l’Europa”, “faccia la riforma elettorale” e “scelte anche dolorose contro l’emergenza economica”. La proposta arriva da Walter Veltroni, intervistato dal Corriere della Sera, secondo il quale “in Italia qualcuno deve fare questa parte”. Secondo l’ex segretario del Pd, l’Italia al momento necessita in un altro governo per dare un messaggio di “stabilità, sicurezza e affidabilità”. “Un governo con un consenso larghissimo, di forte attitudine istituzionale” continua Veltroni, secondo il quale il principale freno al cambiamento nazionale è il premier Silvio Berlusconi, visto come “un ostacolo alla liberazione delle energie in Italia”, da tutto il Paese e da “moltissimi deputati della maggioranza”. Immediate le repliche da parte dell’esecutivo, a partire da quella di Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: “Walter Veltroni, incurante dell’indisponibilità a manovre di palazzo fatta filtrare dallo stesso presidente Napolitano, propone la traduzione in italiano di ciò che il Financial Times aveva suggerito in lingua inglese. Per quanto ci riguarda, è evidente l’assoluta irricevibilità della proposta di Veltroni. E dispiace – conclude Quagliariello – che proprio un politico che dell’alternanza democratica e della centralità degli elettori aveva fatto la sua bandiera, riproponga vecchie dinamiche patologiche con le quali soppiantare la fisiologia democratica di cui proprio in questi giorni l’Italia ha dato prova”. “So che i sogni sono duri a morire – afferma invece sarcastica il ministro della Gioventù Giorgia Meloni – e quello di arrivare al governo saltando il passaggio democratico del consenso popolare è un sogno che il Pd non riesce ad abbandonare. Ma vorrei ricordare all’onorevole Veltroni che non esistono le premesse per un governo istituzionale o tecnico: il governo Berlusconi è stato eletto dal popolo, continua a incassare un voto di fiducia dietro l’altro in parlamento, è riuscito a tenere sotto controllo i conti pubblici malgrado la crisi e ha ancora da realizzare molte riforme promesse ai cittadini”. “Credo che per il Pd sarebbe molto più produttivo preparare un progetto alternativo di governo per le prossime elezioni piuttosto che aggrapparsi a scorciatoie che hanno molto poco di democratico “, conclude Meloni. Sulla stessa linea anche il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri: “Insoddisfatto dell’incuranza nei suoi confronti da parte del Pd, l’ex candidato premier ritiene di poter dare lezioni al governo, alle istituzioni, alle forze politiche. Vaneggia un rimescolamento delle carte senza tenere in nessuna considerazione la cosa più importante, la volontà degli elettori. Il governo Berlusconi ha dimostrato di saper tenere sotto controllo i conti pubblici, nonostante la crisi internazionale. Veltroni pensa a nuovi ribaltoni per consegnare il Paese a chi non ha avuto la legittimazione popolare”. (Lam,- 17 lug)