“Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, almeno per chi abbia sempre guardato con oggettività all’operato di questo governo nei confronti degli italiani all’estero: questo Governo li ha sempre disprezzati e penalizzati, a cominciare dal suo Presidente che era arrivato diverso tempo fa a sostenere che non dovrebbero avere nemmeno il diritto di voto attivo, poiché non pagano le tasse in Italia. Oggi, dunque, il Governo, tramite Calderoli e la sua bozza, semplicemente si toglie la maschera e si mostra per quello che realmente è: l’ufficiale liquidatore della rappresentanza italiana all’estero. Ma per noi non c’è alcuna sorpresa “. E’ quanto dichiara Eugenio Marino, responsabile del Partito Democratico per gli italiani nel mondo a commento della proposta di legge costituzionale presentata dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Marino aggiunge: “Calderoli presenta la proposta del Governo, quindi è la proposta di tutta la maggioranza. E se non si modifica subito quel testo, sarà inutile che qualcuno provi ad avanzare distinguo per prendere in giro i nostri connazionali. Se è una proposta solo di Calderoli o solo della Lega, deve essere cambiata immediatamente. Ma, lo ripeto – continua l’esponente del Pd – è tutta la maggioranza che fino a oggi ha tagliato ogni risorsa per gli italiani all’estero, ha rinviato due volte le elezioni dei Comites e messo in campo riforme che vanno nella direzione di una penalizzazione della rappresentanza anche degli stessi Comites e CGIE, senza che mai nessuno si opponesse. Quello di oggi è solo l’ultimo passo per chi ancora nutriva dubbi verso questo Governo. Vedremo cosa otterranno prima del Consiglio dei ministri il sottosegretario Mantica, il responsabile e consigliere Caselli e i vari deputati e senatori del Pdl eletti all’estero. E sottolineo – precisa Marino – cosa otterranno, non cosa diranno”. Secondo Marino, ritrovarsi privi della reale rappresentanza in Parlamento significherebbe “fare un salto indietro di almeno 10 anni, proprio mentre in altre importanti democrazie – sottolinea l’esponente del Pd – guardano al sistema articolato della rappresentanza degli italiani all’estero per rafforzare l’internazionalizzazione del Paese”. Marino però assicura: “Qualora il Consiglio dei ministri dovesse approvare la bozza per difendere gli italiani nel mondo adotteremo qualsiasi misura. Tutte quelle possibili – conclude – e che la democrazia consente in Parlamento e nelle nostre comunità”. (red – 18 lug)