“Calderoli ci ha abituato a spot demagogici di questo tipo, credo che si tratti di una iniziativa non concordata con il resto della maggioranza: aveva l’esigenza di dire qualcosa che tutti adesso come adesso vogliono, come la riduzione dei costi della politica, ma poi spetta alla politica prendere delle decisioni, non si può sempre ragionare con la pancia”. E’ quasi una boutade, secondo il deputato di Fli Aldo Di Biagio, contattato da 9Colonne, la proposta del ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli di abolire la Circoscrizione Estero, contenuta nella bozza di riforma costituzionale oggi al vaglio del preconsiglio dei ministri. Un’idea destinata, secondo il parlamentare eletto proprio nella Circoscrizione Estero (e precisamente in Croazia) “a risolversi in una bolla di sapone” anche perché si tratta di una proposta demagogica e populistica, che per trovare spazio dovrebbe partire da una profonda modifica di legge costituzionale che mi sembra molto difficile, visto il clima attuale della politica”. Secondo Di Biagio “non si discute che vi siano degli elementi di criticità” nell’istituto del voto all’estero “tanto che come Fli abbiamo presentato diversi dl per migliorarlo” ma “stiamo parlando di una diritto acquisito, di un’esperienza non più soltanto nostra ma di tutti i paesi europei, dalla Croazia alla Francia: tornare indietro sarebbe fuori da ogni logica”. Di Biagio ricorda ancora “l’enorme diaspora di italiani, ed è una banalità dire che non devono votare perché pagano le tasse altrove: a chi dice così rispondo ‘avete mai sentito parlare di doppia imposizione fiscale?’. Sono una grande risorsa per il Paese, sono stati i più grandi sponsor del ‘made in Italy’, era giusto prima o poi doverci fare i conti”. Senza contare che “la nuova mobilità è fatta di gente giovane che vive in Europa e ha grande voglia di partecipazione”. Anche l’ombrello della ‘riduzione dei costi’ nel nome di cui è stata assemblata la bozza Calderoli va in parte chiuso: “Parlano di riduzione di costi quando si è deciso di staccare il referendum dalle amministrative, se ne ricordano solo quando vogliono… – chiosa Di Biagio -. Un taglio del 30% dei parlamentari alla Camera sarebbe una buona cosa, ma andare oltre il 50% sarebbe inaccettabile. Il Senato federale invece lo auspico assolutamente, lì ci sono le lobby del non fare, si possono vedere cose inenarrabili…”.
(19 lug – Sis)