Otto settimane di carcerazione preventiva, di cui quattro in isolamento totale. Questa la prima misura detentiva stabilita dai giudici norvegesi nei confronti di Anders Behring Breivik, l’autore delle stragi di Oslo e Utoya. La decisione è stata presa questa mattina a Oslo, nel corso dell’udienza preliminare durante la quale Breivik ha ammesso di essere stato l’autore degli attentati che hanno messo in ginocchio un’intera nazione. L’uomo, fondamentalista cristiano e islamofobo, rimarrà dunque in isolamento totale fino al 22 agosto: non potrà avere alcun contatto con l’ esterno, non potrà vedere o sentire radio e tv, ricevere visite o lettere, tranne il suo avvocato. Il capo di accusa formulato nei confronti di uno dei più spietati massacratori degli ultimi decenni, “violazione della legge sul terrorismo”, potrebbe suonare, a chi non è pratico del codice di procedura penale norvegese (per il quale la pena massima è la condanna a 21 anni di carcere), per lo meno eufemistico. Il 32enne reo confesso per i due attentati, avrebbe voluto che l’udienza si tenesse a porte aperte ma il giudice ha stabilito che l’udienza restasse chiusa tanto al pubblico che ai media. Il killer all’arrivo in tribunale ha rischiato il linciaggio: l’auto su cui viaggiava è stata, infatti, tempestata di pugni dalla folla mentre a mezzogiorno la Norvegia si è fermata per ricordare con un minuto di silenzio le vittime degli attentati: in tutto 76 e non 93. La polizia norvegese ha, infatti, precisato che 8 persone sono morte nell’attentato ad Oslo e 68 nell’ isola di Utoya. (25 lug – Gil)