Proprio alla vigilia del voto sul rifinanziamento delle missioni all’estero, l’Italia è costretta a piangere l’ennesimo militare, il quarantunesimo, caduto in Afghanistan, in una missione di pace lunghissima e, sulla quale, la Lega Nord da tempo ormai si è smarcata dal resto della maggioranza. Durante un’operazione congiunta tra militari italiani e forze afgane nella zona a nord ovest della valle di Bala Murghab, l’unità nella quale erano presenti anche i militari italiani è stata attaccata. Durante lo scontro a fuoco è rimasto ucciso David Tobini, 28 anni, romano, in forza al 183esimo reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia, mentre altri due sono rimasti feriti: uno è grave mentre il secondo non sarebbe in pericolo di vita. Immediati sono giunti i messaggi di cordoglio delle più alte cariche istituzionali, da quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale “rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari”, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha detto che “a tutti i nostri soldati impegnati nelle operazioni di pace contro il terrorismo rinnoviamo la gratitudine del Governo e del Paese”, fino al presidente del Senato Renato Schifani (“Ancora un sacrificio dell’Italia sull’altare per la difesa della pace e della libertà in Afghanistan. Il nostro Paese anche se sta pagando costi altissimi resta e resterà sempre schierato a tutela della democrazia. Questo ennesimo tributo di sangue provoca in tutti noi un immenso dolore”) e quello del presidente della Camera Gianfranco Fini: “L’Italia paga un nuovo grave tributo di sangue alla causa della sicurezza e della libertà. Alle nostre Forze Armate va il corale sostegno di tutte le Istituzioni ed il sentimento di gratitudine del popolo italiano, fiero per la dedizione, lo spirito di sacrificio, la professionalità e la grande umanità dimostrate in ogni circostanza dal nostro contingente”. (25 lug – Sis)