E’ previsto per domani un nuovo interrogatorio per Anders Breivik, l’autore delle stragi di Utoya e Oslo. Nel frattempo la procura ha fatto sapere che il norvegese reo confesso degli attentati che hanno causato la morte di 76 persone, non sarà processato prima dell’anno prossimo e che le udienze potrebbero essere a porte chiuse. Quello di domani sarà il secondo interrogatorio per Breivik: l’uomo verrà ascoltato per un’ora dalla polizia che intende fare chiarezza su molti particolari raccolti negli ultimi giorni di indagini. Diversi, infatti sono i punti da chiarire come l’uniforme che indossava l’assassino sull’isola: è stata probabilmente acquistata all’estero e aveva un logo della polizia norvegese ma non è chiaro come Breivik se lo fosse procurato. “Il punto di partenza sarà l’incriminazione, che non potrà essere pronta prima della fine di quest’ anno” ha precisato il procuratore Ingunn Fossgard, sottolineando che la polizia “ha bisogno di tempo per condurre a fondo le indagini”. Per le stragi per finalità terroristiche Breivik rischia 21 anni di carcere, tuttavia i magistrati stanno studiano l’ipotesi di accusarlo di crimini contro l’umanità: reato che comporterebbe una pena di 30 anni. Il diritto penale norvegese, ispirato ai diritti umani e al rispetto, non prevede, infatti, l’ergastolo ma molti hanno considerato troppo benevola un’eventuale condanna a 21 anni di carcere. (28 lug – Gil)