Mentre la Norvegia a una settimana dalla strage ricorda i 76 morti di Oslo e Utoya, l’avvocato di Anders Behrin Breivik rivela che l’attentatore progettava altri attacchi nel giorno in cui ha piazzato la bomba nella capitale e ucciso a colpi di fucile 68 persone al raduno dei giovani laburisti. Secondo il suo difensore quel 22 luglio il 32enne norvegese aveva “più progetti di diversa portata” ma poi si sono verificate una serie di circostanze “che hanno fatto sì che gli eventi si svolgessero in maniera diversa da quanto lui aveva previsto”. Oggi per il Paese scandinavo è un giorno di cordoglio nazionale, con le bandiere a mezz’asta in tutto il Paese, e di riflessione collettiva, con l’incontro organizzato dai giovani laburisti nella capitale, dove hanno preso la parola sia il primo ministro Jens Stoltenberg che il leader del movimento giovanile del Partito laburista Eskil Pedersen. E se Stoltenberg ha parlato di una nazione “colpita dal male” e di un “attacco alla democrazia”, Pedersen ha detto che i giovani laburisti norvegesi non ricorderanno i loro morti “con angoscia ma con un sorriso”, sottolineando però amaramente davanti a centinaia di giovani con una rosa rossa in mano (simbolo dei laburisti norvegesi), che passeranno alla storia “come la generazione del 22 luglio”. (29 lug – Pif)
