Per l’Istituto Bruno Leoni, ridurre i costi della politica è essenziale in un momento in cui a tutti vengono richiesti dei sacrifici, ma è soprattutto necessario alla luce degli ingiusti benefici di cui i parlamentari godono, a partire da un trattamento previdenziale assolutamente ingiustificato. Lo documenta un Focus di Emilio Rocca, “Quanto spende il Parlamento?”. Rocca dimostra come il Parlamento italiano abbia più membri e costi di più rispetto ai Parlamenti di altri paesi europei: “In Italia ci sono 1,57 parlamentari ogni 100.000 abitanti. Siamo secondi solo al Regno Unito (2,34 ogni 100.000)” che, però, “impiega solo il 40% delle risorse necessarie a quello italiano”. Quanto ai costi, “su base pro capite, ogni cittadino italiano (inclusi neonati e ultracentenari) paga mediamente 26 euro all’anno per mantenere il proprio Parlamento, contro i 13 euro dei francesi e i 10 degli inglesi”. Significa che “il costo del Parlamento italiano equivale al reddito netto accumulato dalla famiglia mediana in 101.116 anni, più del doppio della famiglia mediana francese (44.275 anni) e quasi il triplo di quella britannica (38.602)”. Il caso più clamoroso, però, è il trattamento previdenziale: “Un politico di 45 anni che inizi quest’anno la sua attività in Parlamento e resti in carica per 5 anni, versa contributi ogni mese, per i 5 anni, pari a 1.006,51 euro. Matura il diritto di ottenere ogni mese, dai 65 anni in poi, una pensione di 3.108 euro. In valore attuale, ai politici verrà restituito cinque volte tanto quello che essi stessi hanno versato sotto forma di contributi previdenziali. L’iniquità rispetto al sistema previdenziale riservato ad un comune cittadino è enorme: un lavoratore dipendente nel settore privato italiano, a parità di contributi, ottiene in cambio praticamente quello che ha versato”. Per questo, “le pensioni dei politici sono il primo ambito in cui intervenire, prima ancora che per risparmiare, per porre fine ad un’iniquità di trattamento nei confronti dei cittadini che appare oggi, più che mai, ingiustificabile”.
(Red – 2 ago)