“Perquisizione con esito positivo”. Il 20 luglio scorso la Guardia di finanza ha trovato nell’appartamento dell’esponente del Pd Filippo Penati 11mila euro in contanti. Sul verbale della perquisizione gli inquirenti hanno annotato anche una Bmw serie 5, intestata a una società finanziaria di San Donato Milanese, e una moto di grossa cilindrata di cui risulta proprietario lo stesso Penati. L’ex presidente della Provincia di Milano è indagato per presunte tangenti nell’ambito dell’inchiesta sull’ex area Falck, che ad oggi vede coinvolte altre 18 persone per reati che, a vario titolo, li accusano di corruzione, concussione, turbativa d’asta e finanziamento illecito ai partiti. Il maggiore accusatore di Penati è l’imprenditore dei trasporti Piero Di Caterina, che, stando alle dichiarazioni rese ai pm, in cambio di favori su appalti e pratiche edilizie nell’area di Sesto San Giovanni avrebbe finanziato i politici per un totale di due milioni 235 mila euro. Penati, ex capo della segreteria di Pier Luigi Bersani, si difende e sulla perquisizione della Guardia di finanza chiarisce in una nota: “L’autovettura Bmw serie 5, vecchia di cinque anni, è del 2006 non era in garage ma in strada ed è intestata a una società finanziaria di San Donato Milanese, in quanto questa è la società di leasing della stessa Bmw”. Quanto alla moto di grossa cilindrata, continua Penati, “in realtà è una Moto Guzzi 750 Nevada, di 10 anni fa, che ho recentemente acquistato usata”. Infine, “le somme in contanti ritrovate non erano in diversi posti ma nella mia camera da letto e sono riferibili alle mie disponibilità e non riconducibili a fatti che mi sono contestati vecchi di 12 anni fa. Tengo quel denaro a disposizione per i miei viaggi in Italia all’estero. Desidero chiarire tutto questo – conclude – per evitare suggestioni che non hanno nessuna ragione d’essere nei fatti. Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti contestati”.
(Fca – 2 ago)