L’intervento di Giulio Tremonti alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Camera e Senato non basta a tenere a bada i sussulti dell’intero mondo politico. Il ministro dell’Economia ha tracciato le linee guida per il rilancio, Bersani e Di Pietro hanno criticato a ruota, e pure Bossi, nonostante sia parte integrante della maggioranza, non ha voluto accumulare ritardi nel recapitare il suo disappunto al collega ministro. “Mi è sembrato fumoso”, ha detto Bossi riferendosi all’intervento di Tremonti e spiegando come il problema sia quasi amletico perché “o si tagliano le pensioni o si tagliano i patrimoni: dunque o i poveri o i ricchi” ed è per questo che “serve un compromesso”. Frecciatine firmate Lega Nord anche per la Bce, Mario Draghi e quella lettera indirizzata al governo ed etichettata dal senatur come un “tentativo per far saltare il governo. Draghi – ha aggiunto Bossi – invece che in Europa sta sempre a Roma”. Dalle critiche della maggioranza a quelle dell’opposizione. “Siamo ancora una volta sconcertati – ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani – Noi diciamo che al governo non deve tremare il polso ma abbiamo impressione che ci sia qualcosa di peggio di un tremore di polso: c’è assenza di idee e di compattezza del governo e della maggioranza. C’è l’incapacità di usare i toni giusti verso il Paese e anche verso le opposizioni, che stamattina hanno detto le uniche cose concrete e propositive”. Sulla stessa scia il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro. “L’esposizione fatta dal ministro Tremonti sulla crisi economica è aria fritta” ha glissato l’ex magistrato. (Ram – 11 ago)
