Dopo le divisioni nella maggioranza e le dure reazioni dell’opposizione, la strategia anti-crisi firmata Giulio Tremonti crea un altro caso. Questa volta i mittenti della protesta sono gli Enti locali – regioni, province e comuni – che hanno manifestato il loro disappunto dopo l’incontro odierno con il governo. Un summit, temuto anche dal premier Silvio Berlusconi, che ha fatto infuriare fedelissimi come il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “La ricaduta dei tagli su Roma sarà di 270 milioni e questo è un fatto assolutamente inaccettabile – ha tuonato Alemanno – Abbiamo chiesto di cercare altri provvedimenti che siano meno impattanti sui servizi sociali. Il ministro Tremonti ci ha spiegato che è l’Unione Europea a chiedere i tagli alla spesa e non aumenti delle entrate. Noi – ha aggiunto -siamo disponibili a fare la nostra parte ma ci deve essere riconosciuta quell’autonomia che è propria del progetto del federalismo: la difesa della povera gente, dei costi sociali ed autonomia per i comuni. Ogni taglio che viene fatto a tutti i comuni si scarica per il 10% su Roma Capitale”.
Non meno dura la reazione di Formigoni. “Siamo alla terza manovra e già quella del 2010 pesava molto sulle Regioni. I tagli previsti nel luglio 2011 pesano per il 50% su Regioni quando queste pesano sulla spesa totale solo per il 16%. Quindi gli ulteriori tagli comportano ulteriori pesanti sacrifici per le Regioni”, ha sottolineato il governatore della Lombardia. Rilanciando con un’idea: accorpare le Regioni sul modello dei Lander tedeschi per renderle “più grandi con più poteri”. Poi un passaggio sul federalismo fiscale che “è definitivamente morto con le prospettive di tagli comunicateci oggi dal governo” dopo essere già stato “affossato dalla manovra di luglio”. Dura anche l’Unione province italiane che tramite il suo presidente, Giuseppe Castiglione, ha giudicato la manovra “iniqua e assolutamente depressiva” che si “tradurrà in tagli ai servizi non ai costi della politica, e peserà su scuole, sicurezza, viabilità provinciale, dissesto idrogeologico”. Del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, la ciliegina finale: “Usiamo la terminologia esatta: la manovra proposta dal governo nei confronti degli Enti locali è una vera e propria macelleria sociale”.
(Ram – 12 ago)