A pagare, almeno sulla carta, saranno i redditi medio alti e i dipendenti pubblici. Ma anche, ci si augura, gli evasori fiscali. La manovra aggiuntiva approvata d’urgenza dal Consiglio dei ministri per far fronte alla crisi dei mercati finanziari non fa sconti a nessuno. Questa volta – è lo stesso Silvio Berlusconi ad ammetterlo – si metteranno le mani nelle tasche degli italiani: “Il nostro cuore gronda sangue – ha detto il premier – era un vanto del governo non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani ma la situazione mondiale è cambiata”. A partire dal cosiddetto contributo di solidarietà, che dovrebbe essere pari al 5% della quota eccedente i 90.000 euro di imponibile e al 10% di quella eccedente i 150.000 mila. Il decreto prevede inoltre un aumento dell’Irpef per gli autonomi, forse a partire dall’attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro. Ma a risentire della manovra saranno soprattutto i dipendenti pubblici che, al contrario delle voci della vigilia, non subiranno una riduzione degli stipendi ma una scure sulla tredicesima, che non sarà erogata nel caso in cui l’amministrazione dalla quale dipendono non rispetti gli obiettivi di riduzione della spesa e riceveranno il trattamento di fine rapporto in ritardo di due anni. E gli evasori? Il decreto parla chiaro: senza scontrino si rischia la chiusura, una scelta di rigore che ha l’obiettivo di far emergere il nero. Scende a 2.500 euro la soglia di tracciabilità delle transazioni con comunicazione all’Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali è prevista l’applicazione dell’Iva. Iva che non sarà modificata, così come la manovra non prevede interventi sui patrimoni mobiliari e immobiliari. Un’altra sforbiciata invece riguarda le Province (38 quelle che saranno abolite perché sotto i 300 mila abitanti) e Comuni (si parla dell’accorpamento dei municipi che contano meno di mille abitanti). Capitolo festività: quelle infrasettimanali non religiose (lo sono il 25 aprile, l’1 maggio e il 2 giugno) saranno spostate al lunedì, “come avviene in tutta Europa” ha ricordato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in modo da eliminare i ponti. Viene anticipato dal 2020 al 2016 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’età pensionabile delle donne nel settore privato, mentre sono previsti interventi disincentivanti per le pensioni di anzianità, con anticipo al 2012 del requisito di 97 anni tra età anagrafica e anni di contribuzione. L’entità della manovra è di 20 miliardi per il 2012 e 25,5 miliardi nel 2013, dunque in totale 45,5 miliardi, ha spiegato il premier Silvio Berlusconi: “Abbiamo deciso di ottemperare alle domande che la Bce ci poneva al fine di poter consentire allo stessa Banca centrale europea di giustificare davanti ad altri paesi europei la spesa dei soldi pubblici necessaria per aiutare l’Italia, anche perché quasi il 30% di questi soldi sono dei cittadini tedeschi”. (Caf – 12 ago)