“Qualunque cosa ci sia scritto nella manovra del governo sul contributo di solidarietà, anticipo che per noi graverà al 100% sui calciatori e penso che sia un pensiero condiviso da tutti i club di serie A”. Firmato: Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan. E’ bastato questo pensiero espresso dall’ad rossonero in un’intervista a scatenare una bufera nel panorama calcistico italiano. Sotto i riflettori il contributo di solidarietà, del 5% sui redditi superiori ai 90mila euro e del 10% per quelli che superano i 150mila, che dovranno pagare quasi tutti i calciatori di serie A e che i club non vogliono assolutamente accollarsi. Un duello che affianca quello sul contratto collettivo che, senza accordo nell’assemblea di Lega in programma venerdì, potrebbe portare anche allo sciopero degli atleti. Una gatta da pelare che il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ha liquidato senza mezzi termini minacciando addirittura il raddoppio della tassazione. “Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione – ha detto il ministro – proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l’aliquota del contributo di solidarietà”. Un punto di vista deciso che ha fatto infuriare quell’intera categoria che lo stesso Calderoli ha etichettato come “la casta dei viziati”.
(Ram – 17 ago)