Niente sarà più come prima. Ne sono convinti i milioni di fan della mela più famosa del mondo e qualche segnale lo lanciano anche le borse che, alla notizia delle dimissioni di Steve Jobs da amministratore delegato di Apple, hanno fatto perdere il 7% al titolo nelle contrattazioni after-hours. Lo ribadiscono anche gli esperti: “E’ un’Apple diversa da questa mattina”, afferma Richard Doherty, analista di nuove tecnologie, sul Financial Times. “Steve Jobs ha cambiato il mondo cinque volte”, ha detto il vicepresidente di Forrester Research, Josh Bernoff: dalla prima “rivoluzione” nel 1977 con Apple II, il primo personal computer “di massa” fino alla più recente, l’iPad. In effetti, buona parte del successo di Apple si deve a lui, alla sua personalità e al forte legame che era riuscito a creare con la comunità della mela. Non semplici consumatori, ma dei veri e propri cultori del genio di Cupertino. Non a caso nella sua lettera di dimissioni, consegnata ieri dopo la chiusura dei mercati, Jobs non si rivolge solo al consiglio di amministrazione, ma anche alla “comunità Apple”. Una lettera informale e commovente, in puro stile Jobs: “Ho sempre detto che sarebbe venuto il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei impegni come ad di Apple. Sfortunatamente quel giorno è arrivato”, si legge nella missiva in cui designa il numero due, Tim Cook, come successore alla guida della società di Cupertino. Nel frattempo, gli altri giganti della tecnologia si fanno avanti: tra questi, Google, che proprio pochi giorni fa ha acquisito Motorola per 12,5 miliardi di dollari, è il più temuto. Cook saprà tenere testa a Larry Page? Per ora il nuovo amministratore delegato ha assicurato che “Apple non cambierà”. “Steve – scrive Cook ai suoi dipendenti – ha costruito una società con una cultura unica e rimarremo così, è il nostro dna”. “Ho fiducia: gli anni migliori sono davanti a noi e continueremo a far restare Apple il posto magico che è”. E i fan sono già in fila per la prossima magia.
(Cle – 25 ago)