Sarà un altro weekend tutto sole e mare, per i tifosi del pallone: da oggi è ufficiale che il campionato non comincia, non almeno questo sabato e questa domenica come previsto da calendario. La notizia dello sciopero del calciatori, o meglio del rinvio, dovuto al mancato accordo sul rinnovo del contratto collettivo era già nell’aria, ma oggi è sfumato anche l’ultimo timido tentativo di accordo e al presidente federale Giancarlo Abete non è rimasto che annunciare l’ufficialità. “Domenica non si gioca – ha detto il numero di via Allegri – e il problema potrebbe persistere anche per le giornate successive”. Se ne riparla comunque tra non meno di due settimane, dal momento che per la prossima era già in programma una sosta per la Nazionale (e buona a questo punto per serrare le trattative). Oggi il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi aveva teso in extremis una mano alla Lega di A, proponendo la firma di un ‘contratto-ponte’ valido fino al 2012, in modo da poter subito scendere in campo, ma Maurizio Beretta ha detto ancora di no. E allora è giunta la nota ufficiale della Figc: “A seguito dello sciopero dei calciatori per la mancata sottoscrizione dell’Accordo Collettivo Lnp Serie A-Aic, la prima giornata del Campionato di Serie A, stagione sportiva 2011-2012, è rinviata ad una data successiva, che sarà fissata dalla LNP Serie A”. olemica l’Associazione Calciatori di Tommasi, per il quale “a nulla è valsa l’ulteriore proposta avanzata in data odierna dai calciatori in ordine alla sottoscrizione del Contratto Collettivo nel testo concordato tra le delegazioni e certificato dalla FIGC nel mese di Dicembre 2010, pur con validità limitata alla sola stagione sportiva in corso; tale soluzione avrebbe concesso alle parti la possibilità di un’immediata riapertura della piattaforma contrattuale, nell’ambito della quale poter vagliare le nuove richieste avanzate solo in questi giorni dai èresidenti di Serie A, in un ambiente più sereno e con tempistiche confacenti alle recenti istanze sollevate”. Ad ogni modo l’Aic confida ad ogni modo nella possibilità di veder sottoscritto l’accordo collettivo anche dai presidenti di Serie A, nel rispetto degli impegni precedentemente assunti, permettendo così la regolare ripresa del campionato”. Dal canto suo Beretta si dice “amareggiato” perché “la resistenza dell’Aic è incomprensibile, fanno un sindacato ideologico, l’Aic farebbe bene ad interrogarsi su come agire per far sì che il calcio italiano abbia un futuro. Noi stiamo cercando di fare un accordo collettivo innovativo che tenga conto del quadro generale del paese e possa assicurare al calcio italiano un futuro. Per ora non ci siamo riusciti, ma a quello si dovrà arrivare perché è interesse non solo dei club, ma anche dei calciatori”. (Sis – 26 ago)
