Da Sud a Nord, da ogni parte della penisola, ma anche dalle isole. Oltre un migliaio di sindaci sono scesi in piazza questa mattina a Milano per protestare contro le misure a danno dei Comuni previste dalla manovra. Il corteo dei “primi cittadini” ha sfilato dal Pirellone fino a piazza della Scala, in pieno centro. Una manifestazione che è andata “al di là delle aspettative”, secondo l’organizzatore della protesta, Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia e sindaco leghista di Varese. “Pensavamo di essere 5-600 – ha detto – ma siamo vicino ai duemila sindaci. Questo dimostra che siamo uniti e coesi a contrastare la manovra”. “Speriamo che la mobilitazione di oggi convinca Bossi e Berlusconi a non sacrificare gli enti locali e i piccoli comuni”, ha detto Fontana che ha sottolineato l’importanza di rivedere “la questione dei tagli ai piccoli enti locali per non penalizzarli ulteriormente”. Chiede chiarezza il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani: “La mattina ci date una mazzata, il pomeriggio dite che cambiate e il giorno dopo non si capisce più nulla – dice Errani ai rappresentanti del governo – Vogliamo chiarezza per i nostri cittadini”. Ammontano a “270 milioni i tagli per Roma. Se non li tolgono andremo a protestare con disabili e Caritas davanti a Palazzo Chigi”, ha minacciato invece Alemanno. Non poteva mancare il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che si è detto soddisfatto della piazza gremita: “È una manifestazione riuscita oltre ogni più rosea previsione. Ora è importante che dalla protesta si passi alla proposta e l’Anci si sta già muovendo in questa direzione. Chiaramente finché il governo non fa marcia indietro, questa mobilitazione non si deve fermare”.
(Cle – 29 ago)
