Daegu – Non riesce l’impresa di Silvano Chesani di raggiungere la finale del salto in alto ai mondiali di Daegu, in Corea del Sud. Il tricolore assoluto all’inizio paga forse il prezzo dell’emozione del suo debutto mondiale, incappando subito in un’incertezza alla quota d’entrata di 2,16 che poi risolve al secondo tentativo. Dà, invece, dimostrazione di carattere alle due successive misure della progressione, 2,21 e 2,25, entrambe appesantite da due errori, ma in seguito superate con lucidità alla terza prova. Meglio il primo approccio a 2,28 – primato personale che il 23enne trentino quest’anno ha già ottenuto in due occasioni – ma stavolta l’asticella finisce a terra per tre volte. “Un po’ di emozione – racconta il poliziotto seguito da Giuliano Corradi – l’ho sentita giusto al primo salto, poi gli errori sono stati solo frutto di incertezze tecniche. Più saltavo e più trovavo confidenza con la gara e la pedana. Mi è dispiaciuto, ma devo ancora migliorare nella fase di volo. Lo considero un punto di partenza per i grandi appuntamenti internazionali del 2012”. Dieci in tutto gli atleti che sono saliti al 2,31 che garantiva il passaggio diretto alla finale del 1 settembre. Tra questi, oltre ai “soliti noti” russi Ukhov e Shustov o la statunitense Jesse Williams, ci sono il talentuoso junior Barshim, l’iridato del 2007 Donald Thomas e due outsider come il greco Chondrokoúkis e Darvin Edwards che ha stabilito il primato nazionale dell’isola di Santa Lucia.
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