“Abbiamo dato un termine fino a sabato a Sirte e alle altre città fedeli a Gheddafi perché si arrendano”: l’ultimatum al rais arriva dal presidente del Consiglio nazionale di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Bengasi. Jalil si è inoltre augurato che le forze ribelli possano entrare “in maniera pacifica a Sirte e nelle zone meridionali del Paese ancora fedeli a Gheddafi”, ribadendo: “Sabato, se non ci saranno indicazioni in tal senso risolveremo la questione militarmente. Ci auguriamo di no ma non possiamo attendere oltre”. Il presidente del Consiglio nazionale di transizione libico avverte che “Gheddafi non è ancora finito: il pericolo c’è ancora” e ha affermato come il rais abbia ancora “uomini e Paesi che lo sostengono”. Riguardo alle notizie di una fuga verso l’Algeria di parte della famiglia di Gheddafi, Jalil ha assicurato che al momento tra la Libia e il paese confinante “non c’è nessun accordo per l’estradizione dei criminali”, aggiungendo: “Non credo che l’Algeria darà asilo a dei ricercati dalla giustizia internazionale”. Il presidente del Cnt sottolinea inoltre che il Consiglio “non ha bisogno della presenza di forze internazionali di pace” e che su questo punto esiste “l’accordo con le potenze straniere”. Il portavoce miliare dei ribelli, Ahmed Omar Bani, ha sottolineato invece come la battaglia finale sia “imminente”, spiegando che “finora non è giunta alcuna proposta di resa pacifica” da parte delle milizie di Gheddafi a Sirte.
(Roc – 30 ago)