La Russia ha riconosciuto il Consiglio nazionale transitorio libico. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov che ha aggiunto: “Partiamo dal principio che tutti i contratti e gli obblighi saranno rispettati”. Dunque, un cambiamento di posizione per il Cremlino che finora aveva sostenuto il bisogno di un punto d’incontro tra Gheddafi e i ribelli. Intanto Lavrov, è tornato a criticare aspramente le operazioni militari della Nato che, a suo parere, “non sempre, come si può giudicare dall’esperienza libica, agisce in conformità con il principio del rispetto del diritto internazionale e delle prerogative del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, principio formulato nella strategia alleata e ribadito dai suoi stessi leader”. Il ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelci, ha dichiarato che deve essere realizzato il prima possibile un governo rappresentativo di tutte le regioni della Libia. Inoltre, ha respinto le accuse dei giorni scorsi a proposito di una concessione d’asilo all’ex leader libico: “Mai stata presa in considerazione”, precisa. Secondo alcune fonti locali, Gheddafi avrebbe provato senza successo a mettersi in contatto con Abdelaziz Bouteflika: il presidente dell’Algeria non avrebbe voluto rivolgergli la parola. Riguardo alla concessione d’ingresso ai familiari di Gheddafi, Medelci ha parlato di aiuto umanitario. Si trattava della seconda moglie Safiya e di tre dei suoi figli: Mohammed, Hannibal e Aisha. Intanto le ricerche dell’ex leader libico, continuano: secondo Abdel Majid, uno dei capi dei ribelli, Gheddafi si troverebbe a Bani Walid: “Volevano allestire una centrale operativa, per condurre iniziative aggressive contro di noi – ha spiegato Majid – abbiamo contattato i notabili della città, chiedendo loro che lo arrestassero e ce lo consegnassero ma essi non ci hanno risposto, e adesso stiamo valutando la posizione da assumere”. “Nel giro di quattro giorni – sostiene Majid – troveremo una soluzione. Siamo in grado di porre fine anche a questa crisi però al momento un’azione militare è fuori questione”. (Mar/Caf – 1 set)