New York – A un passo dall’impresa. Flavio Cipolla è visibilmente provato quando arriva nella saletta per le conferenze, proprio all’ingresso della sala stampa di Flushing Meadows, dopo il match perso al quinto set contro l’ucraino Alexandr Dolgopolov, numero 22 del seeding. “Gli US Open sono il torneo dello Slam dove faccio meglio, però questa sconfitta e quella del 2008 al terzo turno contro Wawrinka sono tra i due ko più amari della mia carriera… Ho perso sempre 6-4 al quinto, solo che contro Wawrinka ero io in vantaggio di due set”. Contro Dolgopolov, invece, due set li ha rimontati per poi ritrovarsi 4-1 al quinto: “Ci sono andato davvero vicino a vincere, a tratti ho giocato molto bene, lui è un avversario fastidioso, non ti dà ritmo con quegli slice di rovescio in back che non rimbalzano… Ero sul 4-1 e nel sesto game sul 40-40 ho anche avuto la chance di andare 5-1. Poi sul 4-2 mi sono venuti i crampi alla gamba destra e da quel momento ho finito col perdere quasi tutti gli scambi lunghi, mentre prima era il contrario. Cosa posso rimproverarmi? Sul 4-4 ho sbagliato una volée facile perché ci ho pensato troppo. Sarei andato 40-0 al servizio, lui poi sul 5-4 per me avrebbe dovuto servire per restare nel match… Senza quei crampi sarebbe finita in maniera diversa”. Flavio non si dà pace: “Peccato perché era una bella occasione anche in termini di punti in classifica, ma il tennis è questo”. Con il secondo turno agli US Open rientrerà comunque nei top cento: ad inizio 2011 era finito sotto i 200, dunque la rincorsa del ventisettenne tennista romano, guidato dal padre-coach Quirino, continua. (9colonne)