Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet invoca la necessità di sanzioni preventive verso i paesi che sforano i limiti di indebitamento, nell’ambito di una governance economica europea molto più incisiva di quella attuale, auspicando anche in prospettiva l’istituzione della figura del ministro delle Finanze europeo. Secondo Trichet, inoltre, se uno dei paesi membri non riesce a prendere scelte adeguate in termini di risanamento del bilancio, le istituzioni europee dovrebbero avere la facoltà di imporle a livello centralizzato. A Parigi, durante un discorso all’Institut Montaigne, il presidente della Bce sottolinea che il patto di stabilità è “essenziale” e che l’Europa “ha pagato a caro prezzo” la scelta di indebolirne i principi fondamentali (che fissano i limiti di deficit e debito rispetto al Pil rispettivamente al 3% e al 60%). Trichet indica poi ai paesi europei il caso della Germania, dove “si vedono chiaramente i risultati delle riforme del mercato del lavoro adottate ben prima dell’inizio della crisi”: un esempio da seguire secondo il presidente della Bce per alzare il “limite di velocità” della crescita economica. Amadeus Altafaj Tardio, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, commenta le parole di Jean-Claude Trichet sulla necessità di procedere a un rafforzamento della governance economica europea: “I responsabili dell’Eurozona, Rehn, Trichet e anche Juncker (presidente dell’Eurogruppo, ndr) – ha ricordato Altafaj – si sono già espressi su questo punto la settimana scorsa e la loro posizione è coerente”. Il portavoce di Rehn sottolinea inoltre che il rigore “non può pesare solo sulle spalle della Bce: spetta agli stati membri procedere con le misure di risanamento dei conti pubblici”. (Roc – 5 set)