“Quando si è sull’orlo dell’abisso bisogna fare un passo indietro”: è l’avvertimento lanciato dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso, a margine delle manifestazioni svoltesi a Roma in occasione dello sciopero generale contro la manovra. Il leader del sindacato di Corso d’Italia – che ha detto di aver apprezzato il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – nel suo intervento al termine dei due cortei romani parla di una manovra “incivile e irresponsabile” che “fa pagare il conto di un Paese che non cresce ai lavoratori e ai pensionati”. “Non ci stiamo a farci giudicare dal mondo come un Paese inaffidabile – afferma -: è questo governo che è inaffidabile, che ha governato tre anni portandoci a fondo nella crisi, in un baratro che ci sta conducendo in fondo a un tunnel”. Dal segretario generale della Cgil giunge un messaggio a Cisl e Uil, in disaccordo con la decisione dello sciopero generale: “Ci hanno detto che non era il momento di scioperare, ma io rispondo con lo slogan di un’importante manifestazione di febbraio: ‘se non ora quando?’. Al leader della Cisl Raffaele Bonanni – che aveva definito “demenziale” l’idea dello sciopero – la Camusso replica in modo lapidario: “Mi sembra che il segretario generale della Cisl sia sull’orlo di una crisi di nervi”. Poi, la Camusso torna a chiedere con forza lo stralcio dell’articolo 8 della manovra – sui cosiddetti “licenziamenti facili” – sottolineando che con questa misura “non si cancella solo l’articolo 18 ma, con l’introduzione del principio della deroga, si cancella tutto lo statuto dei lavoratori”. Quindi, il segretario generale respinge al mittente l’accusa di “irresponsabilità” rivolta al sindacato per la decisione dello sciopero generale: “È irresponsabile – afferma – chi dentro la crisi introduce un articolo il cui unico scopo è rendere più facili i licenziamenti. Ma che responsabilità è questa?”. Poi un durissimo attacco al ministro del Lavoro: “A Sacconi, che anche oggi non ha perso l’occasione di tacere – afferma la Camusso -, vogliamo dire che è meglio che lo stralcino l’articolo 8 o con questo gesto dimostrerà di essere il peggior ministro che la Repubblica ha avuto”. Infine, sempre sull’articolo 8 della manovra, la Camusso rivolge un appello a Confindustria, Cisl e Uil: “Scegliete, o c’è l’accordo sindacale o c’è la legge. Tutte e due non sono possibili”. Il leader del maggiore sindacato italiano promette battaglia una volta che la manovra sarà approvata: “Ricorreremo alla Corte costituzionale su tutte le norme anticostituzionali – afferma -. Per noi la Costituzione è sacra, non ce la ruberete”.
(Roc – 6 set)