Juventus e Udinese appaiate in testa alla classifica a quota 8, alla guida di un gruppone di 8 squadre racchiuse nel giro di un punto: dopo gli anticipi del sabato, che hanno visto la prima vittoria delle due squadre milanesi e il Napoli di Mazzarri bloccato in casa dalla Fiorentina, la quarta giornata di Serie A consegna la fotografia di un campionato assolutamente equilibrato, in cui valori e gerarchie sembrano ancora molto lontani dal delinearsi. La Juventus di Antonio Conte, dopo aver pareggiato per 1-1 in casa contro il Bologna nel turno infrasettimanale, viene bloccata con identico risultato a Catania, mancando l’allungo in classifica e fornendo una prestazione caratterizzata da luci ed ombre. Conte cambia la squadra sia sul piano tattico (passando dal 4-2-4 al 4-1-4-1, con Matri unica punta) e negli uomini, con Elia in campo dal primo minuto. I risultati, però, sono tutt’altro che lusinghieri: il Catania di Montella passa meritatamente in vantaggio dopo venti minuti con Bergessio, che sugli sviluppi di un cross teso in area anticipa Chiellini e batte Buffon di piatto. Sotto un pioggia battente, nella ripresa il gioco della Juve (con Pepe al posto di uno spaesato Elia) risulta più incisivo e i bianconeri pareggiano con Milos Krasic al 5′, con un tiro centrale che si insacca con la complicità del portiere del Catania Andujar. Entrano Del Piero e Quagliarella, ma il risultato non cambia. Anche l’altra capolista, l’Udinese, viene fermata a Cagliari sullo 0-0 mentre il Genoa di Malesani conosce la prima sconfitta in campionato nell’anticipo delle 12.30: passati in vantaggio al terzo minuto della ripresa con Palacio (in testa alla classifica dei capocannonieri con quattro gol), i rossoblù si fanno rimontare: prima Pellissier si guadagna un calcio di rigore (causando l’espulsione del genoano Dainelli) ma si fa respingere il tiro da Frey, poi però al 29′ si fa perdonare firmando il pareggio: nel recupero Moscardelli segna il 2-1 per il Chievo, negando a Malesani il sogno della vetta. A sognare è invece l’Atalanta di Colantuono, che senza i 6 punti di penalizzazione sarebbe da sola in testa alla classifica a quota 10: a Bergamo nel primo temo tempo Schelotto e Cigarini portano gli orobici sul 2-0 contro il Novara, poi Porcari segna il punto della bandiera per i piemontesi allo scadere della partita. Benissimo anche un’altra neopromossa, il Siena, che dopo il pareggio all’Olimpico contro la Roma liquida in casa il Lecce per 3-0 con gol di Destro e doppietta di uno scatenato Calaiò. A Roma, invece, finisce senza reti un match equilibrato e combattuto tra la Lazio di Reja e il Palermo di Mangia. (Roc – 25 set)