“Ogni giorno ci chiedono un passo indietro. Stiano tranquilli perché non possiamo andare dietro alle aspettative dei media e dell’opposizione. Non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia in Parlamento che io escludo”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente alla festa del Pdl a Cuneo, esprimendo grande ottimismo sulle sorti dell’esecutivo: “Andremo avanti – ha continuato – perché abbiamo una maggioranza coesa, solida, sicura che potrà fare finalmente quelle riforme, a partire dalla giustizia, dal fisco, dall’architettura istituzionale dello Stato”. “Ci presenteremo alla prossima scadenza elettorale – aggiunge -, tra un anno e mezzo, con le carte in regola per vincere”. Il premier annuncia inoltre: “In settimana esamineremo le misure per la crescita e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l’Italia”. Poi, il presidente del Consiglio torna sul nodo intercettazioni: “In Parlamento ci accingiamo a fare una straordinaria battaglia per la libertà, che dobbiamo assolutamente vincere” afferma il premier, sottolineando: “Mi appello a Cicchitto e Gasparri, i condottieri delle nostre truppe alla Camera e al Senato perché portare a compimento le riforme non serve solo ad ammodernare il Paese ma a salvare le nostra libertà. Dobbiamo tornare ad essere un Paese davvero civile e libero come oggi non siamo, come sapete bene quando parlando al telefono fisso o al cellulare sentite la morsa di uno Stato di polizia”. “Il fatto che i cittadini non siano sicuri che le loro parole siano inviolabili – aggiunge il presidente del Consiglio – non li fa più sentire cittadini di uno Stato che tutela la loro libertà”. Alle parole di Berlusconi, replica duramente la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: “Ancora una volta al premier Berlusconi sfugge la gravità della situazione e scambia la realtà per una campagna elettorale permanente dove recitare i suoi soliti slogan. Peccato che in tutto questo – aggiunge – l’Italia corra un pericolo immenso”. Intanto, i leader del Terzo Polo lanciano l’affondo contro il governo: “Le previsioni di Formigoni mi sembra siano ragionevoli. Non vedo come si possa andare avanti con un governo che davanti all’emergenza sociale è assente, indifferente. Noi abbiamo fatto di tutto per stimolare gli uomini di buona volontà del Pdl ma alle affermazioni private non corrispondono fatti pubblici, quindi meglio lo sbocco elettorale” afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, condividendo l’ipotesi del governatore della Lombardia Roberto Formigoni di elezioni anticipate nel 2012. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervistato invece da Maria Latella a SkyTg24, afferma che “il governo non sa che pesci prendere”. “Quello che manca sono le ricette – spiega Fini -. Confindustria cosa chiede? Chiede riforme strutturali, di intervenire sul sistema previdenziale, sul mercato del lavoro. Il problema è che la maggioranza non sa che pesci prendere”. (Roc – 25 set)