Eni ha avviato la riapertura di quindici pozzi nel giacimento libico di Abu-Attifeel, situato a circa 300 km a sud di Benghazi. Attualmente il livello di produzione è pari a circa 31.900 barili giorno. È quanto si legge in un comunicato diffuso dal quartier generale di San Donato Milanese. “Nei prossimi giorni – spiega la nota – saranno riattivati altri pozzi di produzione, con l’obiettivo di raggiungere i volumi minimi necessari per riattivare l’oleodotto che trasporterà l’olio dal campo al terminale di Zuetina. Le operazioni sono condotte dalla Società Mellitah Oil & Gas, Joint Venture tra Eni e Noc”. La produzione dell’Eni, in Libia dal 1959, era stata interrotta in seguito alle operazioni militari contro il regime del colonnello Gheddafi, ad eccezione dell’impianto di Wafa, che era rimasto in attività. Intanto, il coordinatore umanitario dell’Onu per la Libia Panos Moumtzis ha affermato che sta per concludersi la fase degli aiuti d’emergenza e per iniziare quella della ricostruzione, che dovrebbe cominciare dalla fine del mese di novembre. Il responsabile delle Nazioni Unite ha anche spiegato che il Consiglio nazionale di transizione si ritiene pronto ad assumere responsabilità in molteplici settori. “Il Cnt pensa che a fine novembre potrà farsi carico delle questioni umanitarie – aggiunge -. Lo hanno chiesto. Pensano che a fine novembre saranno pronti ad assumere la responsabilità dell’acquisto di farmaci e cibo”. “I progressi compiuti nel Paese sono notevoli” ha affermato Moumtzis, sottolineando che le ostilità non sono ancora cessate, auspicando “una soluzione pacifica il più presto possibile”. Intanto – secondo quanto riferito da Al Arabiya -, per il terzo giorno consecutivo gli aerei della Nato stanno bombardando Sirte, città natale di Gheddafi, che è anche assediata dai ribelli. Sempre secondo quanto riferito dall’emittente citando il quotidiano algerino ‘el-Khabar’, otto componenti della famiglia Gheddafi, inclusa la figlia del colonnello Aisha, si sarebbero trasferiti dall’Algeria in Egitto con un volo di linea. Intanto, per quanto riguarda i risvolti nella politica italiana della missione in Libia, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli conferma il ‘no’ della Lega Nord all’ipotesi di rifinanziamento della missione: “Se lo ha detto Bossi – spiega Calderoli -, non c’è altro da dire”. (Roc – 26 set)