Gli arbitri restano la categoria più odiata dai tifosi italiani. A ribadirlo, dati alla mano, una ricerca promossa dall’Associazione Donne e Qualità della Vita su 2.500 tifosi maschi dai 18 ai 65 anni. Gli arbitri non piacciono ai fan soprattutto per la loro supponenza e antipatia (32%), per il fatto che “si sentono delle prime donne” (26%), per la scarsa imparzialità che dimostrano in campo (16%), a causa dell’eccessiva permissività nei confronti delle proteste dei calciatori (11%) e, infine, per l’eccessiva debolezza nei confronti delle pressioni dei media e dei club (9%%). E se fortunatamente pochi motivano il loro scarso gradimento con l’ipotesi di dubbia onestà degli arbitri tuttavia sono moltissimi i tifosi che non hanno dimenticato sgarri e sgarbi contro la loro squadra del cuore. In questa speciale classifica le partite che più sono rimaste sul gozzo degli italiani sono Italia-Corea (35% degli intervistati) dei Mondiali del 2002 in cui il riprovevole e parziale arbitraggio di Byron Moreno (recentemente condannato per commercio di droga a New York) privò gli azzurri e l’Italia intera di un sacrosanto successo sportivo. Al secondo posto, con il 26%, i tifosi indicano Juventus-Inter del 26 aprile 1998, la partita del famoso supposto fallo da rigore del bianconero Juliano su Ronaldo che l’arbitro Ceccarini non vide, concedendone invece subito dopo uno ai bianconeri, con l’allenatore interista Gigi Simoni che, cacciato, urlò: “ma si vergogni!”. Al terzo posto (16%) una storica sfida scudetto Roma-Juventus, del 1981, in cui il romanista Ramon Turone venne fermato davanti alla porta spalancata per un fuorigioco palesemente inesistente. Segue la sconfitta del Napoli nella Coppa delle Coppe 1976/77, partita che il 12% degli appassionati e che finì 2 a 0 per i belgi con l’arbitro inglese Matthewson a farla da padrone. Una buona percentuale (9%) ricorda il Verona-Milan del 22 maggio 1990 in cui Lo Bello Jr, con i rossoneri in vantaggio e in lotta scudetto con il Napoli, ne combinò di tutti i colori: cacciati ingiustamente Rijkaard e Van Basten e infine Costacurta, il Milan ridotto in 8 subisce il gol e perde lo scudetto. Ma cosa si aspettano da un “arbitro ideale” gli italiani? Prima di tutto l’imparzialità (38%), poi competenza e serietà (23%), maggior personalità (11%), dialogo e serenità di giudizio (10%), preparazione fisica idonea (8%), conoscenza del regolamento (6%) e maggior disponibilità nel riconoscere i propri errori (4%). Tuttavia, il dato più clamoroso è che il 76% dei tifosi farebbe totalmente a meno degli arbitri e addirittura il 55% degli intervistati li sostituirebbe con famosi telegiornalisti sportivi. Al primo posto “l’arbitro” più convincente è Paola Ferrari. La conduttrice della Domenica Sportiva è stata scelta dal 36% dei tifosi che la vorrebbe in giacchetta da arbitro perché considerata imparziale, preparata ed educata. Segue Monica Vanali, il volto femminile di Mediaset, che il 23% dei tifosi vedrebbe bene in calzoncini a dirimere fuorigioco e contestazioni. Dalla squadra di Sky Sport, per prontezza e capacità, i più affidabili per il ruolo di arbitro risultano essere Alessandro Bonan e Luca Marchegiani che, rispettivamente, il 12% e il 10% dei tifosi vedrebbe benissimo in campo armati di fischietto, infine il 9% vorrebbe in campo Giorgia Rossi la bella ed emergente conduttrice di Sky Sport. Infine, tra le regole del calcio che vorrebbero aggiornare o modificare, nonostante da domenica prossima sarà possibile vedere le immagini live della partita all’interno dello stadio i tifosi hanno indicato al primo posto (57%) l’utilizzo della moviola in campo almeno per quanto riguarda la verifica della validità o meno del gol segnato. Al secondo posto l’utilizzo del doppio arbitro in campo (17%), seguito dalle sostituzioni illimitate dalla panchina (14%), il ritorno al fuorigioco non in linea (9%) e l’abolizione delle strutture divisorie negli stadi (3%) sul modello dello Juventus Stadium. (Red – 28 set)