Mandato d’arresto internazionale per Saadi Gheddafi, uno dei figli del dittatore libico. E’ questa la decisione presa dall’Interpol su specifica richiesta del Comitato nazionale di transizione. L’organizzazione internazionale di polizia ha chiesto ai suoi 188 Paesi membri di arrestare il terzogenito di Gheddafi, in particolare per una ”presunta appropriazione indebita tramite la forza e l’intimidazione armata quando era a capo della Federazione libica di calcio”. Ma il 38enne ex calciatore di serie A in Italia è anche soggetto a un divieto di viaggio da parte delle Nazioni Unite e al congelamento dei beni, “in quanto comandante di unità militari sospettate di coinvolgimento nella repressione di manifestazioni di civili durante le rivolte in Libia”. In una nota l’Interpol conferma la notizia che Saadi Gheddafi si sarebbe rifugiato in Niger, come ammesso dallo stesso Saadi il 13 settembre scorso in un’intervista alla Cnn nella quale spiegava però di non essere fuggito ma di trovarsi in Niger in missione umanitaria, per verificare di persona le condizioni dei cittadini libici che hanno dovuto lasciare il Paese a causa della guerra civile. Per questo motivo, spiegano dal quartier generale di Lione dell’Organizzazione internazionale della polizia criminale, è stato lanciato “un allerta regionale e internazionale per i Paesi vicini della Libia e del Niger, al fine di fornire un contributo per la localizzazione e l’arresto di Saadi Gheddafi”. L'”allarme rosso” emanato dall’Interpol arriva dopo che il governo nigeriano ha fatto sapere di non voler consegnare alle autorità del Cnt il figlio del colonnello, spiegando di temere che Saadi venga giustiziato dopo il processo a cui sarebbe sottoposto in Libia, ma non hanno escluso di poterlo affidare a qualcun’altro.
(Pif – 29 set)