Sulla risoluzione di condanna alla Siria presentata al Consiglio di sicurezza dell’Onu arriva il veto della Cina e della Russia e l’Onu si spacca sui diritti umani. Una bocciatura non proprio inaspettata, ma che ha comunque fatto andare su tutte le furie i rappresentanti dei Paesi europei tra cui quello statunitense, che ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “indignati”, e quello francese, che ha definito il gesto un “veto politico” motivato dagli interessi economici e commerciali che esistono tra i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu e il regime di Bashar al Assad. “Oggi la Siria ha avuto la prova di quali sono i Paesi che hanno ignorato il suo appello”, ha commentato la rappresentante permanente degli Stati Uniti all’Onu Susan Rice: “Questo Consiglio – ha aggiunto la Rice – ha il dovere di porre fine a sei mesi di violenze, torture e repressioni. E ha il dovere di prendere una decisione che garantisca la pace e la sicurezza di un paese e di milioni di persone”. “Oggi – ha sottolineato la rappresentante Usa – il Consiglio si è rivelato totalmente incapace di affrontare un’urgente sfida morale”. Secondo i Paesi occidentali, il veto non fermerà il lavoro portato avanti in questo periodo per porre fine alla violazione dei diritti umani del regime di Assad che ha provocato finora la morte di 2700 persone. A votare a favore della risoluzione Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, Stati Uniti, Bosnia Erzegovina, Nigeria, Gabon e Colombia. Quattro sono stati invece i Paesi che si sono astenuti: India, Sud Africa, Libano e Brasile. E mentre il governo di Damasco parla di “giorno storico”, Berlino ha già minacciato di inasprire le sanzioni verso organizzazioni, istituzioni e imprese che hanno rapporti con il regime.
(Cle – 5 ott)