“La crisi, che ora è sistemica, nelle ultime tre settimane è peggiorata e le istituzioni devono agire rapidamente, senza ulteriori ritardi che altrimenti aggraveranno la situazione”: a lanciare il grido d’allarme è il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, nel corso di un’audizione all’Europarlamento. Secondo Trichet “lo stress sovrano dalle piccole economie è passato a paesi Ue più importanti” e – aggiunge il presidente della Bce – “la situazione è molto grave, lo sappiamo da tempo e per questo abbiamo attivato tutti i canali con i governi affinché prendano in fretta le decisioni per affrontare la crisi mondiale, di cui siamo noi l’epicentro”. Il rischio del contagio legato alla crisi dei debiti – avverte poi il numero uno di Francoforte – “può estendersi anche agli Stati Uniti e al Giappone”. Il presidente della Bce sottolinea inoltre come siano “aumentati i rischi di liquidità e di finanziamento delle banche e l’Efsf (European financial stability facility, ndr) può essere utile per ricapitalizzare gli istituti”, la capacità del fondo salva-Stati dell’Efsf deve essere aumentata anche se – avverte Trichet – non è appropriato che sia la Banca centrale europea a dover fornire la “leva finanziaria”, in quanto i governi nazionali hanno tutti i mezzi a disposizione per far da soli. Secondo Trichet, infine, il rinvio del vertice Ue – previsto inizialmente per il 17-18 ottobre a Bruxelles – è “utile se la Ue sarà finalmente in grado di trovare risposte chiare ai due problemi urgenti, la crisi dei debiti e la ricapitalizzazione delle banche, su cui abbiamo i minuti contati”. (Roc – 11 ott)