“Non vedo un decreto sviluppo a costo zero”: così il ministro degli Esteri Franco Frattini, interpellato dai cronisti a Montecitorio, a proposito dell’indicazione formulata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, secondo cui invece il decreto dovrà essere a costo zero. Il provvedimento, afferma il responsabile della Farnesina, “avrà una parte a costo zero, ma un’altra parte con degli oneri e bisogna trovare le coperture”. Rispondendo alle domande dei giornalisti sull’ipotesi di una mini-patrimoniale, invece, Frattini afferma: “Non ne abbiamo parlato, ma ci sono diverse opzioni sul tappeto” e “il decreto sviluppo deve essere un provvedimento serio e di rilancio del Pil”. Riguardo alla diversità di opinione con Tremonti, Frattini sottolinea che “è il Consiglio dei ministri a decidere, sotto la guida del presidente del Consiglio”. “Non credo si arriverà” a mettere in minoranza il ministro dell’Economia, aggiunge Frattini, “anche perché credo che in tutti questi anni in Consiglio dei ministri non abbiamo mai votato, troveremo un accordo per fare un provvedimento serio”. Commentando la linea tenuta dal Quirinale dopo che il governo è stato battuto alla Camera sul rendiconto generale, Frattini afferma invece che “il presidente Napolitano è un galantuomo. Ero sicuro che non si sarebbe prestato alla forzatura politica che gli veniva richiesta”. E, nel discorso tenuto stamattina dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Montecitorio, il ministro degli Esteri non ravvisa “sgarbi istituzionali” verso il Colle, visto che affermando che si debba andare alle urne in caso di caduta del governo il premier ha fatto esclusivamente una “valutazione politica”, constatando l’impossibilità di maggioranze alternative in Parlamento. Sulla ‘fronda’ nel Pdl promossa da Claudio Scajola, Frattini spiega infine che l’ex ministro “ha avuto un incontro con il presidente del Consiglio e gli ha confermato massima lealtà”. “Non vedo problemi” afferma Frattini, ma – aggiunge – se Scajola con i parlamentari a lui vicini volesse “balcanizzare” il Parlamento sarebbe una “scelta sbagliata”. (Roc – 13 ott)