Roma, 14 ott – “Il guaio più grosso è quello di aver cancellato la figura dei ricercatori a tempo indeterminato. Non abbiamo nulla da offrire a chi finisce un dottorato”. Con queste parole l’astrofisica e divulgatrice Margherita Hack analizza la situazione lavorativa italiana, soprattutto nel settore della ricerca in un’intervista al quotidiano on line rivolto agli studenti Universita.it, per raccontare come è cambiato il mondo della scienza, ma anche la nascita dei movimenti di protesta. Parlando del mondo universitario, la Hack ha dichiarato: “Avevo due collaboratori brillanti – ricorda la Hack -, uno è stato assunto a Parigi, l’altro in Spagna. Entrambi hanno meno di 40 e solo all’estero hanno trovato una posizione, guadagnando il doppio o il triplo di quello che percepirebbero in Italia”.
