Di fronte alla crisi uno dei “punti di forza su cui oggi possiamo contare è la consapevolezza della necessità di una straordinaria mobilitazione per liberarci da antiche insufficienze e far fronte a momenti di estrema difficoltà”. Ad affermarlo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno scorso. Prima della consegna delle onorificenze hanno preso la parola il presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Benito Benedini e il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, quindi è intervenuto Napolitano. “Ciascuno faccia la sua parte” è l’auspicio espresso dal Capo dello Stato, “deve fare la sua decisiva parte l’insieme delle forze politiche, innanzitutto il governo” afferma Napolitano dichiarandosi angustiato per la mancanza di “condivisione” tra le forze politiche. “Chiedo a tutte le forze sociali e politiche lungimiranza – aggiunge -. Va sventato il rischio di un forviante condizionamento di calcoli elettorali”. Il presidente della Repubblica sottolinea contestualmente che per uscire dalla crisi “molto sta facendo il mondo delle imprese anche in modo propositivo ed è importante: lo testimonia il ‘Progetto per l’Italia’” afferma Napolitano riferendosi al documento per lo sviluppo presentato dalle associazioni rappresentative delle imprese. La prima carica dello Stato afferma inoltre che “la questione della disoccupazione e della frustrazione giovanile deve essere al centro delle nostre preoccupazioni. E parlo – aggiunge – di preoccupazioni per la coesione sociale e anche per l’equilibrio democratico e per la convivenza civile”. Napolitano, con evidente riferimento agli scontri di sabato a Roma, sottolinea la necessità di prestare “attenzione alla protesta pacifica”, che deve però andare di pari passo “con il rifiuto e il dovere del rigore contro inammissibili violenze”. Il presidente della Repubblica ha affermato infine che “è giunto il momento di abbattere gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante il muro del debito pubblico” e di avviare “impellenti scelte di riforma strutturale e di stimolo alla crescita”. (19 ott – Roc)