New York – Ultime tappe del 2011 negli Stati Uniti per I.O.O.% alta qualità italiana, il primo consorzio della filiera agricola tutta italiana costituito da Unaprol, al quale aderiscono il consorzio Unapol e l’associazione dei frantoiani Aifo-For. Le iniziative di Washington e New York rientrano tra le tappe di un articolato progetto di promozione cofinanziato nell’ambito del primo contratto di filiera per l’olio extra vergine di oliva italiano sottoscritto tra il Consorzio Olivicolo Italiano e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che si avvale, della collaborazione strategica di Veronafiere cui è affidata, l’organizzazione delle attività di promozione sui mercati dei Paesi nuovi consumatori. La scelta degli Usa è obbligata. Nello stato continente, infatti, si importano mediamente più di 180 mila tonnellate di oli di oliva vergini ogni anno. Queste in aggiunta ad altri oli di categoria inferiore movimentano un mercato che sfiora 1 miliardo di dollari. I dati sono emersi nel corso del seminario tenuto a New York da Unaprol presso la International Culinary School di Brodway a Manhattan sulle proprietà del vero olio extra vergine di oliva I.O.O.% di alta qualità italiana, cui hanno partecipato chef, studenti di corsi di cucina, giornalisti specializzati e buyer. “In un Paese con una propensione al consumo elevatissima e con una gamma vastissima di categorie di prodotti – ha detto Ranieri Filo della Torre, direttore generale di Unaprol – le diverse tipologie di olio extra vergine di oliva vanno confrontate con il vero prodotto I.O.O.% di alta qualità italiana. L’olio extra vergine di oliva italiano non è una Coca Cola sempre uguale e costante nel tempo e in ogni parte del pianeta. C’è un’altra qualità, quella certificata dal programma di tracciabilità di Unaprol che è diversa da quella spacciata come tale sugli scaffali di tutto il mondo e asservita alle regole di un mercato poco attento al concetto della qualità dei mille territori italiani”. (9colonne)